Pianoforte.

Cinema Paradiso – Ennio Morricone

Le stelle imperlano il cielo trasudando luce pura.Sembra quasi primavera qui sulla terra mentre la luna infiamma la falce marchiando il cobalto.Che spettacolo la solitudine stasera.L’aria s’è svegliata facendosi appena frizzante quando il sole è colato lento come tuorlo d’uovo sulla città, coprendo d’oro cemento e alberi,rendendo la metropoli densa,corposa.Hanno marciato i colori caldi,gocciolando come tempera lungo la linea dell’orizzonte,carezzata come farebbe lo strascico dell’abito di una sposa che passando dipinge il crepuscolo.

Ed ho visto il giorno congiungersi con la notte,ho socchiuso gli occhi di fronte al presente e sono andata via da lì.Una tazza fumante di cioccolata calda,la coperta di ciniglia ad abbracciarmi e la lanterna bianca,posata sul grazioso tavolo in legno decorato a rischiarare il patio.Tutt’attorno srotolo manti d’erba che collimano con l’infinità di un cielo buono,mentre a guardarmi le spalle c’è la sicurezza di una dimora dall’architettura semplice,intervallata da finestroni curiosi come occhi e fissi sul mio sogno. Che spettacolo la solitudine stasera.Che sa di primavera e mi confonde un pò.

 

sogno patio

Annunci

Speriamo non piova.

Alla fine ho parlato sempre io mentre tu mi guardavi distrattamente.Cioé mi cagavi a metà come faccio io stessa quando mi tollero appena.Però se torni sempre ad ascoltarmi e non scagazzi pur sapendo (perché te l’ho detto) che quelli come te mi fanno paura da quando in Duomo mi avete beccato anche i pensieri oltre al mangime,allora un po’ ti piaccio.Che te lo dico sempre quando sei inquieto “non ti faccio niente, è un accendino ma serve a me” “è un telefono che scatta foto,mettiti in posa,diventa tondino e mostra l’occhio” e tu sembri capirmi,ti calmi e ti fai tondino accucciandoti come se dovessi farla.Ma non la fai.Hai questi occhietti che sembrano due cabochon di vetro dipinti d’arancio e nero,ali sale e pepe e un becco che pare un miscelatore.Chi sono io per dire che sei brutto? E voli e vedi cose vedi case vedi in modi che a me capita solo in sogno ma poi finisce che mi sveglio prima di schiantarmi.Ma te domani a che ora passi? Speriamo non piova.Ciao.

piccione

…allora è una favola vera.

Ospedale,sala d’attesa:
Bimba: “ciao”
“ciao”
silenzio.Punta un piedino e si dondola mentre guarda i raggi della ruota della carrozzina.
Bimba: “come ti chiami?”
“Emy”
silenzio.Tiene in mano un pupazzo a forma di stellina.Conta i raggi della ruota.Si accovaccia per contarli tutti e poi si tira su.Punta di nuovo il piedino e dondola mentre mi sorride.
Bimba : “questa è la mia stellina e dorme con me”
“beata te,io dormo col telecomando della televisione incastrato nelle costole”
Bimba : “hai paura del buio anche te?”
“no,anzi a volte sì”
Bimba : “la mamma mi accende la lucetta della notte”
“anche gli angeli,ma quelli piccoli come te accendono le lucette di notte”
Bimba : “Daaaaavvverooo?”
“sì,le stelle sono le lucette della notte degli angeli piccoli che hanno paura del buio”
silenzio.Mi mette il pupazzo stellina sulle gambe e socchiude gli occhi pensierosa.
“poi quando non hanno più paura liberano la loro stella lucetta nel cielo.”
Bimba : “ahhhh come le stelle cadute!!”
“sì,le stelle cadenti.”
Bimba : “ma è una favola?”
“tu ci credi alle favole?”
Bimba : “secondo me sì”
“allora è una favola vera.”

 

little twin star