Lettera aperta a Babbo Natale.

Caro Babbo Natale

è la prima volta che ti scrivo.Tu non mi conosci,ma le tue renne forse sì perchè credo mi abbiano cagato addosso parecchi anni fa,mentre sorvolavate il giardino di casa mia il 24 notte.Non ho altre spiegazioni,perchè quello fu davvero un Natale di merda.Da allora,infatti,per precauzione passo la notte della vigilia barricata in casa.Tu non mi conosci caro Babbo e lo so da quando,abbinando il terribile gusto dei regali ricevuti all’inesistente senso estetico dei pacchetti confezionati male,ho scoperto che avevi assunto i miei genitori.Lo capisco,siamo in tanti su questo pianeta ed è per questo che non ti serbo rancore.Volevo dirti però,che i miei genitori devono essersi licenziati subito dopo l’amara scoperta.Te lo faccio presente nel caso avessero continuato a percepire il “fondo regali” che presumo tu metta ancora a disposizione per ogni bambino.Fondo che nel mio caso doveva essere davvero esiguo.

Caro Babbo,ho smesso di essere una bambina a tempo pieno,ma conservo ancora il buono di quegli anni e questo buono è come un paio di occhiali che una volta indossati mi permettono di tornare a vedere tutto in un altro modo,un modo bellissimo.Tranne le cimici.Quando avevo il cuore miope per la troppa sofferenza è lì che ho posato gli occhiali ed ho trovato qualche colore anche tra gli scarabocchi neri che i dottori facevano sui tanti fogli che andavano ad ingrassare la mia cartella clinica.La mia cartella clinica oggi è obesa.

Devo confessarti però,caro Babbo,che per vedere i colori,quelli belli anche nella cacca delle tue renne,ci ho messo tanto.E l’odore di cacca mi resterà per sempre addosso,che non so cosa mangino ‘ste renne,ma il resto,quello solido,l’ho usato per concimare i pensieri brutti che ora sono fioriti.Magari non proprio tutti,qualcuno è diventato un cactus.

Ad ogni modo,caro Babbino Natale a cui non serbo rancore,sappi che ho sempre tifato per te anche quando i miei compagni di asilo dicevano che i doni li avrebbe portati Gesù Bambino.Io dicevo loro che non era possibile,che un bambino mica può portare tutti quei pacchi,ma Alessio all’epoca mi disse che forse Gesù si faceva aiutare dai Re Magi che erano ricchi e si erano comprati mille cammelli.Ecco.Di sicuro avrebbero trovato il modo di cagarmi addosso anche loro.

Ma torniamo a noi mio caro Babbo,prima che i cinesi ti clonino vorrei tanto tu mi facessi un regalo.Che se per una volta potessi ricevere quello che voglio realmente,te ne sarei immensamente grata.

Caro Babbo vorrei poter vivere in un mondo senza barriere architettoniche,un mondo dove gli omini che si occupano di accessibilità capiscano prima cosa voglia dire disabilità e non giochino a tetris con rampe e gradini.Che mettano ascensori dove servono e pure dove non servono che poi magari va a finire che servono.Che facciano in modo di rendere fruibili a tutti anche i mezzi pubblici e se ci scappa pure le spiagge,che persino gli ombrelloni stanno quasi in riva al mare e noi in carrozzina invece,come pedine di dama,affondiamo nella sabbia e di salato ci restano le lacrime.Che rendessero sicuri i marciapiedi,come quelli vicino Macy’s,belli larghi,in piano e luccicanti,invece di farci crescere gli alberi in mezzo,metterci pali,bidoni,dimenticandosi poi discese e salite,che ogni volta che esco di casa mi sembra di stare in un videogioco impostato su very hard e di vita ne ho una sola.

E poi caro Babbo,un favore lo chiedo alle tue renne che in fondo me lo devono.Glassate di cacca le macchine di quelli che occupano i parcheggi a noi riservati,pure quelle che sostano davanti alle rampe. “Sono qui da solo 5 minuti” dicono sempre i bipedi (funzionanti) automobilisti,ma io a rigargli la macchina ci metterei meno.

In ultimo caro Babbo,magari in combo con la Befana che potrebbe portare loro dell’antrace nascosta nel carbone,ricorda al nostro caro Governo di sarti e sartine,che i continui tagli sulla sanità ci stanno rendendo sempre meno “pazienti” e la salute,quando manca,non si dovrebbe comprare.

So di averti chiesto troppo caro Babbo,più che un dono un miracolo e forse dovrei scrivere a Gesù bambino,ma Alessio disse all’epoca che Gesù mica sa leggere,parlare e neppure scrivere,altrimenti avrebbe fatto sapere ai Re Magi che preferiva altri regali,quindi sarebbe stata la Madonna ad occuparsi delle nostre letterine che poi avrebbe passato a Dio che ci avrebbe comprato i regali nel negozio degli angeli e li avrebbe posati nei sacchi da mettere sui mille cammelli dei Re Magi.Mi fido più delle poste italiane che della storia di Alessio,ad ogni modo chiedo a te questo regalo,ti affido le mie speranze.Torno ad indossare gli occhiali.Tu non parcheggiare la slitta nei posti riservati,mi raccomando.

 

 

Buone Natale cari viandanti della rete,buon Natale a voi,ai vostri cari,ai piccini e pelosetti.Buon Natale ai ricordi,al posto in tavola vuoto,a quello occupato nel cuore.Buon Natale a chi decide ogni giorno di fare la differenza,per sé o per gli altri.Buon Natale alle favole,alla magia,ai camini accesi e alle pance piene.Buon Natale anche quelle vuote che sempre si nutrono di speranza.Buon Natale al cielo,alla terra,alla musica e ai libri.Alle cimici no.

Buon Natale a te.

dear santa

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25 pensieri su “Lettera aperta a Babbo Natale.

  1. Un inchino alla tua (auto)ironia e un altro alla tua capacita’ di dire con garbo pane al al pane.
    Dovrebbero indire, tra tante inutili, la giornata mondiale della carrozzella, nella quale noi cosiddetti abili fossimo costretti a usare unicamente questo mezzo per spostarci. Giornata?, ci basterebbe una mezz’ora per essere k.o. e forse per capire.
    ml
    (auguri a te)

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