What Else?

Capello bianco.

Mestizia.

E così,ieri mattina,sono diventata grande. Vintage per la precisione. E dopo una rapida presa di coscienza davanti allo specchio che mi restituiva l’immagine moderna dell’urlo di Munch, mi sono passati in slow motion davanti agli occhi, tutti i momenti più belli della mia giovinezza che mi salutava per sempre. Quando essere piccoli rendeva immuni dalle responsabilità, quando essere piccoli significava avere una sola priorità : giocare, giocare a tutto, con tutto, anche con le caccole del naso e non da fermi ad un semaforo. Quando essere piccoli significava addormentarsi sul divano e svegliarsi nel proprio letto. Quando essere piccoli era pure una rottura di palle perchè nessuno ti prendeva mai troppo sul serio, specie sulla gravissima questione dei mostri sotto al letto o quelli nell’armadio. Quando essere piccoli voleva dire non pettinarsi. Quando essere meno piccoli significava motorino, feste, birra , sigarette fumate di nascosto, rimmel, discoteca e cazziatoni epici con castighi tali che se non ti chiamavi Rapunzel, ma abitavi ai piani alti, però non avevi trecce da gettare dal balcone per fare imbucare le tue amiche in camera.. erano cavoli tuoi. Ed erano gli anni della lacca, dei ciuffi alti fino al buco dell’ozono.

Ora che ci penso, quando ero piccola (long long time ago.. ) dimostravo più o meno 10 anni di più,  e solo verso i 20 anni è scattato un graduale processo inverso. Sono Benjamin Button. Te piacess’ (come direbbero a Bergamo Alta).Mai una gioia.

E invece questo esile capello bianco fluo mi comunica che sono Vintage. Prossima al titolo di supervisore capo dei cantieri di Milano assieme a qualche altro sottoposto “senior”.

Sono Vintage dunque e presto mi brizzolerò come Clooney .. What else?!

Non oso immaginare come reagirò alla prima ruga seria.

Ok.Non sono Benj-Emy Button.

Ed in effetti nell’ultimo selfie in cui avevo venduto l’anima all’Iphone in cambio dell’eterna giovinezza, ero venuta particolarmente di merda tanto che ho dovuto usare il filtro Medjugorje + luci di Barbara D’Urso e già  questo avrebbe dovuto farmi capire tante cose.

Tinta. Metterò una bugia colorata sui capelli. Una bugia che rimanderà di almeno circa 1 mese la consapevolezza che il tempo passa, anche sul nostro cadavere.

Mestizia.

ahah

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26 pensieri su “What Else?

  1. Sapessi quante volte mi è passato il treno dei ricordi belli come a te, la tipica immagine che nell’immaginario collettivo (immagine immaginario, sono o non sono un genio?) dico nell’immaginario comune dovrebbe precedere la muerte… insomma so’ stato spesso davanti alla morte, il mio problema è che lo slowmotion delle mie emotions passate era un cortometraggio tipo di due secondi, è grave? Ciao persona orribile 😀

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  2. Vedi, vedi, vedi? Quando penso a te, ti sta succedendo qualcosa di particolare! Son vedova fattucchiera, anche zenzitiva a volte, ma, sopra ogni cosa, sono qui, a farti i miei auguri più sentimentali, smielosi, stucchevoli forse un po’, ma ormai tutta la Via Lattea conosce i miei sentimenti per te. Ho fatto outing e ne vado fiera, le voilà, oh là là, e chi non gioisce con noi, meteorismo lo colga!

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    • Prestami la velettaaaaaa!!!!!!!! O un casco.Anche di banane.Urge tinta.Mi è sfiorito un capello o forse è diventato solo saggio.Ahh come me la racconto io..nessuno mai. La questione del meteorismo mi ha ricordato che non devo bere a canna dalla bottiglia quando ti leggo.
      Stavo morendo e anche dal ridere ❤

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