La mia parte intollerante.

Tutti noi siamo portatori sani di “dio che nervi” verso cose che ci infastidiscono (e non lo metto il punto di domanda perché potrebbe dissentire solo Osho).

A questo proposito, voglio stilare una lista di “alcune” cose sceme che tollero a fatica o non tollero affatto, partendo da quelle che ritengo più “sopportabili” :

  • Persone che camminano battendo i talloni sul pavimento. Ora non vi chiedo di stare sulle punte come la Fracci, fare i Ninja silenziosi o i Marines che puntellando cautamente i gomiti, strisciano avanzando, ma se evitaste di far tremare il suolo ad ogni falcata, fareste cosa gradita anche ai rilevatori sismici.
  • I Pop up di Cineblog e le millemila finestre che si aprono quando si tenta di raggiungere la schermata per lo streaming selvaggio. Che poi appare la pagina del tizio che inizia a parlare per spiegarti come fare soldi facili su internet e mi tocca ordinare al maggiordomo di zittirlo.
  • Utenti Facebook che accostano frasi improbabili a selfie giornalieri ancora più improbabili. Voler giustificare una bocca a culo di gallina con una frase pescata a caso dal repertorio di Fedez è istigazione ad usare l’opzione “nascondi post” / “non seguire più” /“blocca utente”/ “inviagli un Trojan” / ”pugnala la sua bambola voodoo”.
  • Utenti Facebook (sì questo social mi regala forti emozioni) che mettono like al proprio post. Deduco che se lo hai scritto e pubblicato tu sia d’accordo con te stesso. No? No.
  • Utenti Facebook che postano frasi/riflessioni copiate da altri senza citarne la fonte, si mettono anche il like e dulcis in Findus rispondono lusingati ai complimenti di chi pensa di aver letto un contenuto “sincero”. Avete neuroni cinesi dediti al CTRL+C CTRL+V in quella testa? Ma soprattutto quella testa è la vostra?
  • Le persone che al cinema parlano (anche al cellulare) durante la visione del film. Sono spesso le stesse che ti fregano il bracciolo e la bibita. Queste persone dovrebbero essere bandite da tutte le sale, schedate e bandite previo riconoscimento dell’iride e successiva incisione a fuoco della lettera scarlatta sulla fronte.
  • I suggeritori. Quelli che mentre tu stai al telefono si intromettono ricordandoti di dire quella cosa all’interlocutore e poi quell’altra e tu sei lì diviso in due con un orecchio teso verso il cellulare, anzi con il cellulare che sta per diventare un cotton fioc premuto sull’orecchio e l’altro orecchio tappato per evitare di ascoltare il suggeritore che nel frattempo ha preso anche a seguirti ignorando il tuo labiale che scandisce chiaramente “hai rotto il cazzo,non sento,finiscila”. Ad un certo punto ti arrendi, gli molli il telefono dicendo <<Parlaci tu!!!>>. Risponderà piccato e vorrai ucciderlo.
  • Quelli che ti scrivono solo per inoltrarti una catena di merda, poi svaniscono come i calzini ingoiati in un buco nero. Per loro noi siamo solo un numero utile a cui passare la patata bollente o sfiga che dir si voglia. Tipo il vecchio “Ce l’hai”.
  • I gruppi su Whatsapp, che se hai il cellulare impostato su vibrazione è probabile lo ritroverai ad un kilometro da casa spinto dalle vibrazioni dovute al susseguirsi di messaggi degli utenti del gruppo.
  • Le persone che fanno finta di non vedermi quando mi metto in coda alla cassa con precedenza disabili e che poi si girano sorridendo facendomi segno di passare solo perché la cassiera mi ha intercettato invitando tutti a darmi la precedenza. Magari non vi sarei passata davanti perché non ho sempre fretta, ma quando fate così vi passerei direttamente sopra con la carrozzina. Vi userei come Red Carpet.
  • Chi tocca il monitor del mio pc per indicarmi qualcosa sullo schermo. Perchè dovete decorarlo con le vostre impronte digitali? Non sapete darmi le coordinate del soggetto a cui devo prestare attenzione come si fa a battaglia navale, senza ungermi il vetro in preda ad isterismi da eccitazione o incazzo folle?
  • Quelli che prendono i miei libri in malo modo sgualcendoli. Ah che colpo al cuore! Passare ore in libreria a scegliere la copia intonsa e che più si avvicina alla perfezione estetica per poi vedere che a “mio figlio” (il libro) son spuntate le orecchie come a Pinocchio nel paese dei balocchi. Che la copertina, quando non è rigida, ha già le rughe per colpa di chi ha cercato di ripiegarla sul retro del libro come fosse una rivista.. siete delle brutte persone. Mai quanto me, ma davvero brutte.
  • L’umanità.

intolleranza

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2 pensieri su “La mia parte intollerante.

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